La posizione di Confesercenti Venezia è chiara: l’area attorno al vecchio ospedale di Mestre è una vera emergenza per la città sia per la desertificazione commerciale sia per il degrado urbano.

“La soluzione va trovata adesso se non vogliamo la morte sociale ed economica dell’intera area all’intorno – dichiara Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Venezia –  l’offerta  commerciale nel cuore della città va aumentata visto che tutte le esperienze testimoniano il potere dell’attività commerciale come una delle forze di base della rigenerazione e come leva principale per aumentare la capacità attrattiva e la competitività della città.  Solo aumentando l’offerta complessiva della città è possibile contrastare l’evasione dei consumi  ed invertire il processo che vede la fuga dal centro non solo dei consumatori, ma anche degli investimenti e delle funzioni urbane principali”.

Per Confesercenti l’area  è importante perchè è centrale ed in cui possono trovare collocazione delle strutture di taglia superiore, indispensabili per un contesto urbano competitivo. Quanto alle dimensioni va detto che si parla di 16.000 mq calpestabili, più o meno quanto il Centro Commerciale “le Barche”, che non sembra abbia mai generato irrisolvibili problemi logistici o di traffico e neppure abbia danneggiato il commercio di vicinato.

 “Una delle condizioni però è che l’intervento dell’ Umberto I sia di qualità architettonica e urbana – spiega Michele Lacchin, Vicedirettore Confesercenti Venezia – Bisogna pensare a qualcosa di diverso dalle mega strutture extraurbane tipicamente autoreferenziali e dotate di propri sistemi vitali”.

Infine, Confesercenti ritiene fondamentale che il cambiamento sia coordinato da un progetto di valorizzazione dell’intero tessuto commerciale ed urbano di Mestre, perchè le aree dismesse rappresentano elementi di coesione e – in un arco temporale di sufficiente ampiezza – di crescita dell’intera città.