Arriva per le imprese che lavorano nel turismo l’atteso “bonus alberghi”. Alle imprese ricettive esistenti al 1° gennaio 2012 ( alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico alberghiere, alberghi diffusi, nonché altre strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali con almeno sette camere)  è riconosciuto infatti un credito d’imposta del 30% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 per interventi di ristrutturazione edilizia, di eliminazione delle barriere architettoniche, di incremento dell’efficienza energetica, e per spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo.

Come funziona?

Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali ed è concesso fino all’importo massimo di 200 mila euro. Il decreto individua le spese eleggibili, i limiti complessivi di spesa e le cause di revoca dell’agevolazione. Per accedere al credito d’imposta,  gli interessati devono presentare al ministero dei Beni culturali e del turismo un’apposita domanda con modalità telematica.

Nella domanda – da presentare dal 1 gennaio al 28 febbraio  dell’anno successivo a quello in cui si sono sostenute le spese –  dovranno essere indicati il costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese eleggibili, l’attestazione di effettività delle spese sostenute e il credito d’imposta spettante, nonché presentata anche la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà relativa ad altri aiuti «de minimis» eventualmente fruiti nell’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti e la documentazione amministrativa e tecnica indicata dal decreto stesso. Il credito d’imposta è riconosciuto previa verifica da parte del ministero dell’ammissibilità in ordine al rispetto dei requisiti soggettivi ed oggettivi e formali, nel limite delle risorse disponibili.