Il fattore «ospitalità» di una città è normalmente relegato alla dimensione umana.   Nella città ospitale l’accoglienza deve invece essere strettamente collegata agli aspetti strutturali ; vi sono elementi complessivi di gradevolezza della città e di qualità della vita, sia specifiche scelte alternative tra destinazioni d’uso, sia soprattutto elementi di fondo nella definizione delle strategie di sviluppo che, partendo da considerazioni economiche e sociali, si riflettono sulla forma e sulla funzione urbana.

Confesercenti Venezia ha presentato alla stampa il progetto di Mestre – Città Ospitale, ponendolo all’attenzione della nuova Giunta Comunale e dell’assessore competente, Paola Mar.

“Ci aspettano anni molto buoni e di crescita in termini di presenze turistiche nella terraferma veneziana ed è a Mestre che si gioca la partita strategica con i suoi attuali 3 milioni di presenze l’anno, che l’equiparano alle altre città d’arte venete. Già oggi il turista si ferma a Mestre  in media due notti perciò dobbiamo aumentare i servizi e le opportunità commerciali ” ha dichiarato Francesco Mattiazzo, Presidente Confesercenti Venezia.

Entra ancora più nel dettaglio Michele Lacchin, Vicedirettore Confesercenti Venezia:

“Se la città riesce ad essere attrattiva e accogliente per i visitatori significa che possiede le qualità per essere attrattiva e accogliente anche per chi ci abita, per chi ci transita, per chi vuole fare affari o aprire una attività, per i giovani talenti che vogliono esprimersi. Una riflessione sulla città ospitale può rappresentare dunque anche una scelta strategica potenzialmente in grado di rendere più competitiva la città, valorizzare il suo modo di essere e di apparire, la sua visione, la sua identità, la sua proiezione esterna”.

Da distretto urbano a distretto dell’attrattività

A livello pratico, l’Associazione suggerisce di proseguire nell’esperienza del distretto urbano che già coinvolge in un unico tavolo di coordinamento tutti gli attori della destinazione e che ha il compito di definire degli obiettivi ed una strategia comune. Il “patto d’intenti”, che ratifica l’impegno dei partner, è comunque aperto ad altri soggetti e può essere declinato come “distretto dell’attrattività” attraverso una maggiore integrazione della componente turistica. L’implementazione della strategia e la sua declinazione in “azioni” concrete è affidata a un coordinatore o direttore operativo che ha il compito di mantenere i contatti e le relazioni tra i firmatari del patto.

Altri fattori da mettere subito in campo sono:

  • Accessibilità: la possibilità e la facilità di raggiungere la destinazione (accessibilità esterna) e di muoversi al suo interno (accessibilità interna);
  • la sicurezza e la qualità degli spazi pubblici;
  • la fruibilità dei servizi;
  • l’immagine e la comunicazione;
  • la formazione degli operatori

Scarica qui il progetto di Mestre Città Ospitale