Lo scorso 12  luglio Confesercenti con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto un’ipotesi di accordo per il rinnovo del C.C.N.L. per i dipendenti da aziende del terziario (distribuzione e servizi). L’accordo, che decorre dal 1° luglio 2016 e scadrà il 31 dicembre 2017, proroga la scadenza del C.C.N.L. previgente al 31 dicembre 2014.

Orari, classificazione del personale, mercato del lavoro

La firma arriva a tre anni dalla scadenza del precedente accordo, dopo un negoziato particolarmente lungo, condizionato dal perdurare della crisi dei consumi e delle conseguenti difficoltà per le piccole e medie imprese che operano nel settore. Mercato del lavoro, classificazione del personale e orari, tra gli elementi dell’intesa, i cui aumenti economici decorreranno da luglio 2016, con una tranche di 45 euro al IV livello e con un aumento economico complessivo di 85 euro al IV livello da riparametrare per gli altri livelli.

A questo si aggiunge un importo una tantum di 290 euro, a copertura del 2015, e un protocollo sulle aperture domenicali e festive nel settore commercio, dove le parti si impegnano, entro il 31 dicembre prossimo, a verificare, al secondo livello di contrattazione, le condizioni per la chiusura delle attività commerciali per almeno dodici giornate domenicali o festive all’anno.

Le novità del contratto del terziario

Il contratto sottoscritto individua soluzioni di maggiore flessibilità in materia di orario, livelli contrattuali e mercato del lavoro. Sono stati definiti e sottoscritti anche specifici protocolli su bilateralità e aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali. Su quest’ultimo tema, in particolare, le parti si sono impegnate a sottoscrivere ulteriori intese, demandando alla contrattazione di 2° livello la definizione del calendario di chiusura delle attività, da ultimare entro il 31 dicembre di quest’anno.

Dal 2013 ad oggi, la maggior parte delle PMI che si possono annoverare all’interno del terziario ha registrato andamenti congiunturali negativi. In particolare nel comparto del commercio, che ha visto le imprese di dimensioni minori continuare a subire cali di vendite nel biennio 2014-2015, anni per i quali si era proposta una moratoria contrattuale.

Nonostante il quadro economico ancora critico, Confesercenti ha ritenuto che il rinnovo dell’intesa salariale e normativa fra le parti non fosse ulteriormente rinviabile, vista anche la disponibilità dei sindacati dei lavoratori a considerare le specificità e necessità delle piccole imprese del settore avanzate dall’Associazione.

 

(fonte: Confesercenti)