Luoghi e spazi della città, e dei cittadini, lasciati inutilizzati e senza un regolamento che ne normi l’utilizzo. Luoghi che potrebbero rivivere e dare nuova vita a vie, palazzi, strade del centro città che oggi sono invece “fantasma”. E’ questa l’ambizione dell’associazione culturale “L’ultimo metrò” di Mestre, e fortemente sostenuta da Confesercenti Venezia che ne condivide la filosofia e l’urgenza, che si propone come operatore culturale in grado riportare in città, proprio in alcuni luoghi pubblici inutilizzati, iniziative di teatro, musica, cinema ed arte ridando a Mestre quel ruolo centrale che un tempo ha avuto di collante culturale tra terraferma e centro storico di Venezia.

“Vista la situazione di grave impoverimento della vita culturale mestrina anche dopo la chiusura di alcuni spazi storici come il  “Teatro della Murata”, il “Teatro  Aurora”, fino alla mancata apertura del Teatro del Parco a Bissuola, abbiamo deciso di impegnarsi in prima persona elaborando una proposta culturale diversificata che partendo dal teatro abbracci i più diversi ambiti culturali come la letteratura, la poesia, il cinema, la musica, l’arte in generale – spiegano Mario Esposito e Roberto Milani dell’associazione L’ultimo metrò –  Abbiamo individuato diversi spazi inutilizzati in città, il più importante spazio è stato individuato nell’Autorimessa Comunale, in via Spalti, ovvero ex acquedotto di Mestre. Si tratta di un edificio dei primi decenni del ‘900 con accenni liberty, oggi usato come lavaggio auto, che si presterebbe a molteplici usi e soprattutto colmerebbe il vuoto di strutture culturali nel centro di Mestre. Lo spazio di via Spalti potrebbe fungere da volano per l’attuazione del progetto e aggregare più realtà associative che operano in terraferma. In proposito, una bozza di tale progetto è stata presentata nel maggio scorso all’Amministrazione Comunale dopo un sopralluogo effettuato nello spazio di Via Spalti, con alcuni assessori della Giunta Brugnaro. Siamo in attesa di una risposta che ci auguriamo possa essere positiva. E soprattutto tempestiva”.

img_3007Nell’attesa della risposta dell’Amministrazione, l’associazione ha preso in esame un altro spazio, più ridotto ma sempre nel centro di Mestre che possa coinvolgere tutta la comunità mestrina e, in particolare,le molteplici realtà culturali che operano tra mille difficoltà vuoi finanziarie vuoi soprattutto per carenze di spazi e di iniziative pubbliche.

Piena condivisione di Confesercenti Venezia

“Non possiamo che dirci contenti e condividere in pieno questa coraggiosa proposta dell’associazione L’ultimo metrò che è un esempio concreto di quanto sosteniamo da tempo circa l’urgenza di riutilizzare i beni comuni della città, che per varie ragioni, sono lasciati andare – dichiara Michele Lacchin, Ufficio Studi Confesercenti – Il privato che viene incontro al pubblico per riattivare processi virtuosi e rilanciare la città nella sua interezza, da un punto di vista culturale, economico e sociale. Sta però a chi amministra la “cosa pubblica”, cioè della città e dei cittadini, formulare le norme che ne regolino gli utilizzi come già accade in altre città, da Torino a Bologna. In questa direzione, vanno anche le nostre iniziative dei mesi scorsi relative ad altre aree dismesse, come la più evidente zona dell’ex Umberto I”.

Per i prossimi mesi l’associazione ha in cantiere  l’allestimento di alcune produzioni teatrali  come “El paese de Madona Legressa” da Ruzante, regia di Roberto Milani  e la produzione di “Welcome Lenin! – Marxisti si nasce (Groucho) Leninisti si diventa” ; lo spettacolo, per la regia di Mario Esposito,  è una grottesca metafora sulla caduta del comunismo e sulla figura di Lenin, protagonista della più grande rivoluzione del ‘900, alle prese con una improbabile partita a scacchi, giocata con il comico Groucho Marx, sulla terrazza di una villa di Capri. Lo spettacolo andrà in scena in prima,  il 21 ottobre alla Sala Cafesconcerto di Chirignago e vedrà impegnati alcuni giovani della compagnia teatrale “Indiana Teatro” e lo stesso Mario Esposito.