Per un giudizio nel merito della legge di Bilancio dovremo attendere di conoscere i provvedimenti nel dettaglio. Ad una prima lettura, però, l’impatto è positivo: l’insieme di interventi contenuti nella sembra andare nella giusta direzione, anche se forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più sul fronte fiscale, dove sono stati avanzate misure specifiche che, pur essendo un passo avanti, non riducono sufficientemente la pressione complessiva.

Tasse

Sul piano delle tasse sarebbe necessario un intervento di riduzione più corposo: le PMI italiane soffrono una pressione fiscale tra le più alte d’Europa, vicina al 70%. Considerando i margini cui ci si doveva in cui ci si trova ad operare, però, riteniamo apprezzabile il passo in avanti. L’Esecutivo ha mantenuto la promessa di sterilizzare le clausole di salvaguardia per il 2017, annullando così l’aumento Iva che sarebbe dovuto scattare il prossimo 1 gennaio, un incremento che avrebbe avuto senz’altro pesanti contraccolpi sul mercato interno – ancora debole – e sulla spesa delle famiglie. Siamo soddisfatti anche dall’intervento a favore delle partite IVA e dall’aumento della dotazione del fondo di garanzia per le PMI: il credit crunch continua a colpire duramente le imprese, soprattutto le piccole, ed in questo quadro la scelta di rafforzare il fondo di garanzia non può che essere ritenuta positiva.

Bene anche l’arrivo dellIRI, che consentirà anche alle imprese personali di beneficiare, già nel 2017, di una tassazione al 24% per i redditi lasciati in azienda, in parallelo a quanto previsto per le società di capitali. Capitolo a parte, invece, per lo schema di intervento previdenziale. L’APE riscuote il nostro apprezzamento: abbiamo spesso lanciato l’allarme sugli effetti ‘collaterali’ della riforma Fornero, che ha portato ad un invecchiamento rapidissimo della forza lavoro (+1milione di over 54), con conseguenze immaginabili. Il meccanismo di prestito immaginato dal Governo ci sembra un buon inizio per ripristinare un po’ di flessibilità in uscita. Andrebbe però rafforzata l’APE Imprese, prevedendo di integrarla ad un meccanismo di ‘staffetta generazionale’ (APE GIOVANI) che permetta alle imprese che finanziano la pensione anticipata dei propri dipendenti uno sgravio sulle assunzioni di un giovane. Così si favorirebbe il necessario ricambio generazionale, proprio nell’anno in cui verranno meno le decontribuzioni per le assunzioni.

Che rimarranno solo per gli agricoltori under40 – e forse – al Sud, nonostante i due terzi dell’occupazione siano nel terziario. Si dovrebbe prevedere anche l’introduzione di un’APE ROTTAMAZIONE  per le imprese del commercio al dettaglio. Il vecchio meccanismo di rottamazione delle licenze nel settore, finanziato da 22 milioni di euro l’anno di contributi aggiuntivi versati dai commercianti, si è esaurito. Visto che i versamenti continuano, riteniamo corretto convogliare queste risorse su una nuova forma di APE, che sostituisca la rottamazione e permetta a chi ha un negozio e rientra nei limiti d’età di andare in pensione prima del previsto  e chiudere l’attività, ma senza decurtazioni economiche. I soldi, stavolta, ci sono davvero: allo Stato non costerebbe assolutamente nulla.

I 14  interventi  di maggior interesse 

La legge di bilancio 2017 varata lo scorso sabato presenta, ad una prima lettura, diverse novità di rilievo per il mondo delle imprese e dei consumi, dal piano fiscale a quello degli investimenti, alcune delle quali rientranti nei piani competitività ed Industria 4.0. Ecco le misure principali nel dettaglio, così come riportate dalle fonti di stampa.

1 – Super ed iper ammortamento. Prorogato il super ammortamento al 140% sugli investimenti in beni strumentali materiali fatti dal 1/1/2017 fino a giugno 2018 e varato il cosiddettoiperammortamento al 250% sugli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese in chiave industria 4.0. Il campo di applicazione, per la prima volta, è stato estesa anche ai beni strumentali immateriali:  software e sistemi informatici connessi agli investimenti che beneficiano dell’iperammortamento.

Impegno pubblico previsto: 11 miliardi messi a disposizione dallo Stato tra il 2018 ed il 2024, ed altri 10 miliardi di euro provenienti da investimenti privati aggiuntivi che il governo auspica di mobilitare nel solo 2017, per un valore ‘nominale’ di oltre 20 miliardi

Il giudizio di Confesercenti: la proroga dei superammortamenti è senz’altro positiva. Perché sia efficace nel rilancio degli investimenti, però, è necessario che il piano sia aperto a tutte le imprese, anche al di fuori del mondo industriale ed artigiano.

2 – Credito di imposta. Confermato fino al 2020 il credito di imposta alle attività di ricerca e sviluppo, per il quale sono stati varati interventi di rafforzamento e semplificazione. Tutte le spese incrementali in R&S per il prossimo quadriennio saranno infatti  incentivate al 50% con un benefico massimo per ogni singola impresa elevato da 5 a 20 milioni di euro.

Impegno pubblico previsto: 3,5 miliardi con l’obiettivo di mobilitare altri 11,3 miliardi di investimento privato nel periodo 2017-2020.

Il giudizio di Confesercenti: bene l’incremento di risorse, ma anche in questo caso occorre fare attenzione a mantenere ampia la platea di imprese possibili beneficiarie del provvedimento.Nell’indirizzo, il governo ha parlato in generale di un nuovo approccio automatico, tecnologicamente neutro e non settoriale, abbandonando l’idea dei bandi selettivi.

3 – Nuova Sabatini. Prorogata a tutto il 2017 la cosiddetta Sabatini per facilitare il finanziamento degli investimenti delle imprese, attraverso un contributo in conto interessi in grado di quasi azzerare il tasso praticato sul finanziamento.

Impegno pubblico: al momento non noto

Il giudizio di Confesercenti: anche in questo caso, non si può che ritenere un bene la proroga della cosiddetta Sabatini, che è stata molto utilizzata dalle imprese fino ad ora.

4 – Fondo Centrale di Garanzia. Rifinanziato per 1 miliardo di euro il Fondo Centrale di Garanzia, che focalizza il suo intervento sul sostegno dei finanziamenti agli investimenti delle imprese, in particolare PMI con rating intermedi, con l’obiettivo di attivare crediti bancari per un valore compreso tra i 23 e i 26 miliardi di euro.

Impegno pubblico previsto: 1 miliardo di euro

5 – Finanza per la crescita. Potenziate dal 19% al 30% le detrazioni fiscali, per investimenti fino a 1 milione di euro in PMI innovative: vengono incrementati e stabilizzati gli incentivi fiscali agli investimenti in equity di startup e PMI innovative da parte di investitori individuali, imprese e fondi. Assorbimento perdite start-up da parte di società sponsor: viene introdotta la possibilità per le startup partecipate da società quotate di cedere le perdite anche in deroga alle regole del cd consolidato fiscale. Eliminazione tassazione su capital gain su investimenti a medio lungo (con holding period di 5 anni) e per i Piani Individuali di Risparmio (PIR) fino al limite di valore di 30mila euro all’anno.

Impegno pubblico previsto: negli anni 2017-2020 circa 0,45 miliardi di euro con l’obiettivo di mobilitare risorse private per 2,6 miliardi di euro.

6 – Equitalia: la possibilità di estinguere tutti i carichi pendenti al 31 dicembre 2015, pagando quanto iscritto al ruolo maggiorato solo di interessi legali, ai quali andrà aggiunto un 3% a titolo di remunerazione forfetaria di Equitalia. Il pagamento potrà avvenire in unica soluzione o in tre rate: la prima dovrà essere estinta entro trenta giorni dall’accettazione dell’istanza;  la seconda dopo un anno e la terza dopo due anni. Sarà infine possibile saldare il debito con i crediti fiscali o con i crediti commerciali con la Pubblica Amministrazione. Secondo le ultime notizie, la  rottamazione delle cartelle varrà solo per i tributi contestati dall’agenzia delle Entrate e per i contributi previdenziali e assistenziali affidati per la riscossione o inseriti in ruoli ordinari o straordinari entro il 31 dicembre 2015. Fuori, dunque le multe per le violazioni al Codice della strada. Lo sconto riguarderà anche le sanzioni. Resta per ora in bilico l’introduzione di un forfait che secondo le ipotesi inizialmente circolate si dovrebbe calcolare su imposte dovute inclusi gli interessi di mora per coprire quello che fino al termine si chiamava aggio e ora onere di riscossione, ossia il “compenso” spettante a Equitalia per l’attività svolte di recupero delle imposte. Dunque, rimarrebbe solo la premessa iniziale: le imposte contestate dall’ente impositore (nella maggior parte dei casi l’agenzia delle Entrate) più gli interessi legali, che dovranno essere interamente pagate dal contribuente-debitore già raggiunto dalla cartella esattoriale. Più da verificare l’eventuale forfait. La rottamazione pare si applicherà anche ai debiti a ruolo oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta.

Impegno pubblico previsto: al momento non noto. Il Governo calcola di ottenere 4 miliardi di risorse dalla rottamazione.

Giudizio di Confesercenti: attendevamo da tempo l’avvio della rottamazione di Equitalia. La riscossione tramite ‘enti terzi’ si è rivelata più problematica del previsto, ed il passo indietro era necessario. Attendiamo di capire meglio questa rottamazione come avverrà: intanto registriamo l’intenzione, senz’altro positiva, di eliminare le sanzioni e gli aggi di Equitalia dal pagamento delle vecchie cartelle, sostituendolo con un importo aggiuntivo del 3% come corrispettivo. Si tratta, però, di un intervento che riguarderà solo pochi: secondo la relazione illustrativa alle norme sul tavolo di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Economia, il totale dei carichi affidati all’agente di riscossione dal 2000 al 2015 ammonta a 1.058 miliardi di euro, una cifra pari a quasi metà del debito pubblico italiano. Il 20,5% di essi è già stato annullato dagli enti creditori e dei rimanenti 841 miliardi di euro, un terzo vengono ritenuti di difficile riscossione (fallimento, nullatenenza, morte). Altri 314 miliardi poi, Equitalia ha già tentato, invano, delle azioni esecutive.  Dunque, al netto di altri 25 miliardi di euro di rate per riscossioni dilazionate e di 81 miliardi di riscosso rimangono 85 miliardi di euro, di cui 34 miliardi non sono lavorabili perché inferiori ai limiti legali per le azioni cautelari ed esecutive. La rottamazione delle cartelle, insomma, sarebbe applicabile a soli 51 miliardi di euro.

7 – Taglio IRES/IRI

Arrivata anche la conferma del taglio IRES dal 27,5 al 24% (quasi 4 miliardi). Tra le novità, l’arrivo dell’IRI – Imposta reddito imprenditoriale – che consentirà anche alle imprese personali di beneficiare, già nel 2017, di una tassazione al 24% per i redditi lasciati in azienda, in parallelo a quanto previsto per le società di capitali. Sempre dal 2017 – prosegue – verranno tassati solo i redditi effettivamente incassati dalle imprese in contabilità semplificata.

Impegno pubblico previsto: quasi 4 miliardi di euro l’anno.

Il giudizio di Confesercenti: si tratta di un deciso passo avanti rispetto al passato. Le PMI italiane soggiacciono ad una pressione fiscale complessiva – considerando tutte le voci – vicina al 70%, tra le più alte d’Europa e del mondo libero. L’introduzione dell’IRI permetterà a molte di queste di alleviare, anche se di poco, il giogo del fisco. Purtroppo, come dimostra il dato citato, sarebbe opportuno fare di più per ridurre la pressione fiscale in toto e semplificare la burocrazia legata al fisco, ma è evidente che sia necessario avere a disposizione più risorse. Bene anche la contabilità semplificata: secondo le nostre stime è un beneficio che riguarderà circa l’ 87% delle imprese personali – oltre 2 milioni e 600mila imprese.

8 – APE. Arriva anche l’Ape, l’anticipo pensionistico per chi desidera uscire dal lavoro in anticipo rispetto a quanto stabilito dalla normativa.. I lavoratori con 63 anni o più che sceglieranno di utilizzare l’APE potranno andare  in pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima, con un prestito richiesto all’Inps e corrisposto da un istituto di credito. La restituzione– a carico del pensionando – sarà rateizzata in venti anni, con un onore tra il 4,5 ed il 4,6% per ogni anno di anticipo della pensione.  Ma la decurtazione economica non sarà per tutti.

–        Ape Social. Alcune di categorie, infatti, potranno avere l’anticipo senza costi, a patto di avere un reddito di pensione lordo di massimo 1.350 euro mensili. Inclusi nelle agevolazioni dell’Ape Social ci saranno i lavoratori in gravi condizioni di salute o che hanno a carico parenti di primo grado disabili gravi ed i disoccupati per i quali si sono esauriti gli ammortizzatori sociali, a patto che abbiano maturato almeno 30 anni di versamenti contributivi. Requisito che sale a 36 anni per fare accedere all’Ape agevolata chi svolge attività ‘gravose’: infermieri di sala operatoria, lavoratori edili, maestre d’infanzia, macchinisti e autisti di mezzi pesanti. In generale, i lavoratori occupati in mansioni usuranti potranno anticipare la pensione di 12 o 18 mesi anche rispetto all’attuale normativa agevolata.

–        Lavoratori precoci: anticipo della pensione anche per i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima dei 19 anni di età, e che ne hanno ormai accumulati 41, che rientrano nelle cosiddette ‘categorie di maggior bisogno’. Per loro il Governo ha disposto l’eliminazione strutturale delle penalizzazioni previste dalla Legge Fornero per chi va in pensione prima dei 62 anni di età.

–        Ape Imprese. I lavoratori ‘normali’ non inclusi nell’Ape Social, invece, potranno anticipare la pensione senza decurtazioni solo in caso di accordi con il datore di lavoro. E’ infatti prevista la possibilità per le imprese di sostenere il costo dell’Ape per i propri dipendenti attraverso  un versamento all’Inps di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro.

–        Rendita integrativa temporanea. Il Governo ha previsto anche la possibilità di utilizzare prima dell’età di pensionamento la Rendita integrativa temporanea, o RITA, per i lavoratori che hanno maturato un montante in un fondo integrativo.

Impegno pubblico previsto: circa 7 miliardi di euro

Giudizio di Confesercenti: Bene, ma si dovrebbe prevedere anche l’introduzione di un’APE ROTTAMAZIONE (O APE LICENZE) per le imprese del commercio al dettaglio utilizzando i 22 milioni di euro l’anno di contributi inutilizzati (ma versati) dagli imprenditori per il vecchio meccanismo di rottamazione delle licenze, oggi scomparso. Serve anche un APE GIOVANI: il brusco innalzamento dell’età pensionabile introdotto dalla riforma Fornero , ha creato un ulteriore ostacolo all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, che si somma alle difficoltà dovute alla crisi. Complessivamente, dalla riforma in poi i lavori over55 sono aumentati di un milione. Già oggi, nel commercio e nel turismo, un lavoratore su dieci è un over55. L’unico modo per far ripartire davvero l’occupazione dei ragazzi è introdurre nella previdenza un elemento di flessibilità in uscita condizionata dall’assunzione di un lavoratore giovane. Bisogna, però, cercare di sacrificare il meno possibile il lavoratore anziano uscente. Per questo Confesercenti ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità per introdurre un meccanismo di staffetta generazionale che preveda un’integrazione economica per i lavoratori anziani vicini alla pensione che scelgono il part time, in cambio dell’assunzione nella stessa impresa di un lavoratore giovane. Il tutto senza incidere sulla fiscalità generale, ma attraverso l’ampliamento della solidarietà espansiva che è sostenuta con le risorse versate dalle imprese al Fondo integrativo salariale, ai Fondi di formazione continua e a quelli Interprofessionali. Stimiamo che questo tipo di intervento, se applicato alle imprese tra i 6 ed i 60 dipendenti del commercio, del turismo e del terziario potrebbe permettere l’ingresso nel mondo del lavoro ad almeno 100mila under34. Una maggiore occupazione avrebbe un effetto positivo anche sulla spesa delle famiglie e, quindi, sulla crescita dell’economia. Infatti, come ci conferma sempre l’Istat, è il mercato interno, in questa fase, ad aver contribuito più di tutti al ritorno in territorio positivo del Pil. Ed è il fronte su cui puntare per contrastare gli effetti del rallentamento internazionale.    

9 – Salario di produttività. La legge stabilisce anche defiscalizzazioni maggiorate sul salario di produttività (con soglie innalzate fino a 4mila euro di premio e 80mila euro di reddito) e incremento delle misure a favore del welfare aziendale, per tradurre gli incrementi di produttività attesi dal piano in maggiori salari e potere di acquisto nelle famiglie.

Impegno pubblico previsto: circa 1,3 miliardi di euro nel periodo 2017-2020.

10 – Made in Italy: rafforzamento piano straordinario Made in Italy con l’obiettivo di ottenere oltre un 1 miliardo di incremento di fatturato delle imprese italiane sui mercati esteri.

Impegno pubblico previsto: circa 100 milioni di euro nel periodo 2017-2020.

Giudizio di Confesercenti: queste risorse sarebbero da deviare su un piano ‘internazionalizzazione’ che punti ad aiutare le PMI di tutti i settori che vogliono allargare il proprio.

11 – Competence Center: costituzione di centri di competenza ad alta specializzazione, nella forma del partenariato pubblico privato, aventi lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricerca applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie avanzate, nel quadro degli interventi previsti nel piano nazionale Industria 4.0.

Impegno pubblico previsto: lo stanziamento pubblico è di 100 milioni di euro nel periodo 2017-20 con l’obiettivo di mobilitare nello stesso periodo addizionali 100 milioni da parte di investitori privati.

Il giudizio di Confesercenti: l’intervento riguarda principalmente pmi e grandi imprese dell’Industria.

12 – Bonus ristrutturazioni/energia. La legge di bilancio 2017 prevede di estendere i bonus ristrutturazioni ed energia anche agli alberghi. Previste inoltre aperture per i condomini e per la riduzione del dissesto dell’edilizia scolastica.

Impegno pubblico previsto: 3 miliardi di euro nel biennio 2017-2018

Il giudizio di Confesercenti: finalmente si decide di fare un passo ‘concreto’ nella direzione del maggiore sostegno alle imprese del nostro turismo, uno dei settori più dinamici della nostra economia. L’auspicio, visto che l’intervento è esteso anche a condomini e scuole, che la ripartizione delle risorse sia sufficiente per fare la differenza anche per le imprese del settore ricettivo.

13 – Piano contro dissesto idrogeologico. La legge di bilancio stanzierà nuove risorse per gli interventi contro il dissesto idrogeologico del territorio.

Impegno pubblico previsto: 7 miliardi tra il 2017 ed il 2024.

Il giudizio di Confesercenti:  finalmente. Si attendeva da anni questo intervento, ed è positivo il fatto che si sia scelto di metterlo in campo. Negli ultimi 12 anni lo stato del territorio italiano è notevolmente peggiorato sia per il rischio sismico, sia nella quantità di aree soggette a criticità idrogeologiche. Le risorse però, appaiono insufficienti: dal 1944 ad oggi il Paese ha speso circa 242,5 miliardi di euro per fronteggiare i danni provocati da terremoti e da eventi franosi ed alluvionali: circa 3,5 miliardi all’anno.

14 – Bonus 18enni. Confermato anche per l’anno prossimo il Bonus per i ragazzi che compiono 18 anni. Si tratta di un bonus cultura, un “borsellino elettronico” da 500 euro da investire in consumi culturali presso le imprese che aderiranno.

Impegno pubblico previsto: circa 200-250 milioni di euro

Il giudizio di Confesercenti: in un Paese come il nostro, l’idea di un Bonus per avvicinare i ragazzi alla cultura è da recepire molto positivamente. E’ un intervento importante, che ci piace molto perché non è solo un sostegno al mercato editoriale, ancora in difficoltà, ma costituisce un’opportunità per tutta la cultura.

 (fonte : www.confesercenti.it)