Serrande chiuse, cartelli con scritto “Vendesi” o “Affittasi”, vetrine vuote. Non siamo nella periferia di una città ma nel cuore di Mestre, nelle sue vie più centrali: via Palazzo, via Einaudi, via Manin, Piazza Barche e purtroppo molte altre. Una fotografia già scattata da Confesercenti Venezia grazie al suo Osservatorio sul Commercio e che è stato il tema di un confronto pubblico promosso dalla Municipalità di Mestre Carpenedo, e che ha coinvolto anche i rappresentanti delle istituzioni e i commercianti, per trovare soluzioni possibili a questo fenomeno che si sta allargando sempre più a macchia d’olio .

La posizione di Confesercenti Venezia è chiara ed è stata espresse in più occasioni.

Da tempo sottolineiamo la perdita di attrattività di questa città non solo per i consumi ma soprattutto agli occhi degli investitori. Non ci sono, infatti, attrattori sostanziosi, come ad esempio superfici commerciali di medie e grandi dimensioni, che possano essere appetibili agli occhi della classe imprenditoriale, nonostante in realtà la città di Mestre si stia modificando da un punto di vista della qualità urbana” – spiega Maurizio Franceschi, Direttore di Confesercenti Venezia in apertura di dibattito – Siamo di fronte alla mancanza di una visione complessiva di città e di un coordinamento tra pubblico e privato, che sappia progettare in modo unitario e a lunga durata, non frammentario come invece stiamo vedendo. Per questo, l’unica risposta possibile è la creazione di un Distretto del Commercio anche a Mestre, così come avviene già in altre città capoluogo di provincia, vedi Treviso e Padova, o nel veneziano a Martellago. I distretti infatti, sono una delle principali espressioni di politica attiva a sostegno del settore commercio nell’ambito dei centri storici e urbani, perchè in grado di creare un sistema strutturato ed organizzato territorialmente, capace di polarizzare in primo luogo le attività commerciali, unitamente ad altri soggetti portatori di interesse, quali il Comune, le organizzazioni imprenditoriali, le imprese”.

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 All’incontro, tra i relatori, è intervenuto anche Aldo Pellegrino, esperto di retail e marketing territoriale che ha appena concluso la sua esperienza di manager di distretto nella vicina Treviso.

“Non solo Mestre è in sofferenza ma in generale i centro storici ed urbani – ha spiegato – Certo, in Veneto abbiamo il numero più alto, insieme alla Lombardia, di centri commerciali ed il più basso  di negozi di vicinato in rapporto ai residenti. Ma la sfida per il rilancio delle città deve fondarsi su tre aspetti imprescindibili: quello residenziale, il turismo ed il commercio. L’innovazione ha dei costi, ma quanto costa la non – innovazione in termini di futuro delle nostre città?

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Presente all’incontro anche Renato Boraso, Assessore pro tempore al commercio per il Comune di Venezia, che ha ribadito tutta l’intenzione dell’Amministrazione comunale di sostenere il commercio della terraferma veneziana, puntando sulla data del prossimo 5 dicembre – a ridosso del periodo natalizio – per attuare misure che favoriscano l’accesso e la permanenza dei cittadini-consumatori nel centro città. Tra le azioni, l’Assessore ha parlato dell’apertura di alcune aree ZTL e di una revisione delle tariffe dei parcheggi, nonchè un calendario di eventi per tutto il periodo invernale.