Il Decreto fiscale collegato alla manovra di fine anno è già approdato in Gazzetta Ufficiale entrando immediatamente in vigore. All’interno, una “valanga” di misure che diverranno efficaci prevalentemente a decorrere dal prossimo anno: si parte dalla soppressione di Equitalia e dall’introduzione del sistema di riscossione sostitutivo, per arrivare alla nuova edizione della “voluntary disclosure”, passando attraverso importanti novità in materia di IVA, di dichiarazione integrativa, di banche dati fiscali.

Ecco in breve le principali novità

  • Chiusura Equitalia: dal 1° luglio 2017 passerà il testimone al nuovo ente pubblico denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”.
    Le somme iscritte a ruolo tra il 2000 e il 2015 potranno essere sanate, senza corrispondere interessi e sanzioni. Il contribuente dovrà presentare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale, apposita domanda attraverso la modulistica che Equitalia renderà pubblica nei prossimi giorni. Una volta presentata la domanda, Equitalia non potrà avviare nuove azioni esecutive o proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate.
  • Novità in materia di IVA: a decorrere dal 1° gennaio 2017, i soggetti passivi dovranno trasmettere ogni tre mesi all’Agenzia delle Entrate i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate (ex “spesometro”) e la comunicazione delle liquidazioni periodiche. Vengono eliminati i modelli Intrastat acquisti, sia di beni sia di servizi, la comunicazione black list e quella delle operazioni di locazione e noleggio.
  • Dichiarazione integrativa: il contribuente che deve effettuare dichiarazione dei redditi integrativa ha tempo fino al quinto anno successivo (e non più fino alla scadenza delle dichiarazione successiva). L’eventuale credito può essere utilizzato in compensazione.
  • Fondo PMI: Rifinanziato con un miliardo di euro il Fondo centrale di Garanzia. La dote infatti, stanziata dal Governo per il Fondo di Garanzia ammonta a 895 milioni di euro, ulteriori 100 milioni potranno essere individuati a valere sul Programma operativo nazionale (PON) “Imprese e competitività 2014-2020”. In base alle previsioni del Ministero dello Sviluppo Economico, questi fondi dovrebbero attivare oltre 25 miliardi di finanziamenti bancari a favore delle PMI. Il Fondo di garanzia si è dimostrato uno strumento decisivo per l’accesso al credito delle PMI, rilasciando un numero crescente di garanzie: al 31 agosto 2016 (ultimo report disponibile), le richieste di accesso al Fondo mostrano una crescita dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2015.