E’ il momento del pressing. Lo dice il Comitato Mestre Second Life perchè dopo un anno di lavoro, di proposte e di azioni per trovare una soluzione all’area dell’ex Umberto I, i risultati sono modesti.

Dopo un anno di lavoro, ecco le nuove strategie per il 2017

Il Direttivo di Mestre Second Life, che ha fatto il punto delle attività nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in Confesercenti a Mestre, si sentono ascoltati dal Comune di Venezia e dall’assessore competente in materia, ma poi – dicono – non si producono azioni concrete che vanno a migliorare l’intera area in pieno centro città.

“Le risposte date dalla P.A. non sono oggettivamente  sufficienti, in quanto non solo i problemi permangono, ma anzi si sono aggravati, trasformando aree del centro di Mestre e le vie affacciate, che un tempo un  accesso privilegiato a Piazza Ferretto, alla Galleria Matteotti e al Teatro Toniolo, in strade sempre più marginali e marginalizzate – spiegano Maria Paola Orlandini ed Alessandro Calzavara di Mestre Second Life – Si pensi a questa stagione natalizia 2016 dove era utile anche il piccolo gesto restitutivo ai cittadini residenti in affaccio al degrado di illuminare queste vie dell’orrore con qualche luminaria, oneri esenti, ma non si è derogato di un centimetro dai tracciati burocratici delle tradizionali zone aventi diritto e di quelle di nuova maggiore resa”.

In sintesi, il Comitato dice che, in attesa di un Regolamento sui Beni Comuni, non si può stare fermi.

“Abbiamo tutte le competenze, le professionalità, le disponibilità, i giacimenti umani, ma non si attivano le risorse esistenti. Per questo, da  domani procederemo a togliere dai muri di via Antonio da Mestre e da via Ospedale i graffiti e ripuliremo alcuni angoli con attività di “Street Art” o meglio “Guerriglia Art” alla stregua di città come Belfast. Non possiamo più tarpare la voce dei tanti cittadini, operatori economici, volontari che vogliono darsi da fare”.

Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Città Metropolitana di Venezia, che ha ringraziano il Comitato dell’impegno che si è preso per rilanciare un’area così centrale e degradata della città, sottolinea proprio la necessità di una sistemazione anche temporanea della zona dell’ex Umberto I e delle sue vie di accesso, perchè  di fronte ad una mancata soluzione in tempi brevi,  non si può lasciare una parte della città al degrado e non in sicurezza.

“Le soluzioni fin qui proposte dal Comitato sono state di aiuto e sostegno all’Amministrazione Pubblica, ma fino ad oggi è tutto rimasto nei canali istituzionali e nelle commissioni. Ci vuole un investimento pubblico e privato da fare subito per rilanciare quest’area strettamente connessa alla visione di città nella sua interezza. Non dimentichiamoci che, da qui a breve, proprio qui accanto sarà finito anche l’M9, simbolo della rinascita e dell’identità di Mestre, a due passi dal “buco” dell’Ex Umberto I. Siamo qui per collaborare”.

 

 

 

(come potrebbe essere)