Il Consiglio dei Ministri con il decreto legge 25/2017 – la cui unica ragione d’urgenza era evitare il referendum promosso dalla Cgil – ha abrogato a tempo di record le disposizioni sul lavoro accessorio, cancellando con un colpo di spugna i voucher, uno dei pochissimi strumenti di flessibilità a disposizione delle imprese, rivelatosi anche efficace strumento di emersione del lavoro domestico e atipico.

Abolizione dei voucher: cosa succederà ora?

Dal 18 marzo la vendita dei voucher è stata interrotta; è previsto un regime transitorio sino al 31 dicembre 2017 per l’impiego dei buoni finora acquistati.

Il frettoloso provvedimento non mancherà di creare problemi a tutte le aziende e le persone che hanno usato lo strumento correttamente e certo non impedirà gli abusi in materia di lavoro.

Trovare misure alternative: la proposta di Confesercenti

Confesercenti, che ha sempre manifestato la propria contrarietà all’abolizione dei voucher, indispensabili per la gestione del lavoro non programmabile nelle piccole imprese, si sta attivando per la definizione di misure alternative ed è all’opera perché le procedure di gestione del lavoro a chiamata, la sola tipologia utilizzabile oggi per il lavoro intermittente, vengano semplificate.