Le imprese femminili crescono più velocemente, in termini di numero di attività, rispetto a quelle maschili; ma hanno un’esistenza più breve: nel 2016 il ciclo di vita medio di un’impresa guidata da una donna (12,9 anni) è stato di quasi due anni più corto rispetto alla media generale (14,7 anni).

Potenziare politiche di sviluppo

Un gap che segnala come il pieno raggiungimento della parità donna-uomo nella società e nel mondo del lavoro sia ancora lontano. Al Governo ed alle Istituzioni pertanto, Impresa Donna Confesrecenti chiede con forza di potenziare le politiche di inclusione sociale ed economica delle donne e tutti quegli strumenti necessari per favorire la creazione e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

Nonostante qualche passo avanti, le donne imprenditrici scontano ancora l’esistenza di forti barriere culturali, che scoraggiano anche gli investimenti. Tanto che la richiesta di finanziamenti finalizzati all’attività d’impresa ha visto coinvolta lo scorso anno solo un’imprenditrice su tre. E’ necessario incentivare le politiche di conciliazione familiare attraverso lo sviluppo dei servizi per il welfare delle lavoratrici autonome, incoraggiando l’avvio di nuove attività d’impresa nei settori ad essi collegati e favorendo l’accesso al credito, potenziando la Sezione speciale del “Fondo di Garanzia per le PMI” che fornisce alle imprese femminili condizioni vantaggiose per la concessione della garanzia sul credito.

Fondi UE per le imprenditrici

La Commissione Europea lancia un’iniziativa per favorire il lancio di proposte e idee mirate ad aumentare la partecipazione delle donne imprenditrici al programma Horizon 2020 per le piccole e medie imprese.
Finalità della call è anche fornire servizi di consulenza per l’Imprenditoria Femminile, condividere best practice, promuovere maggiore consapevolezza delle opportunità previste dallo strumento PMI.
Sono previsti contributi fino a 250mila euro per ciascun progetto. Le domande possono essere inviate entro il 6 aprile 2017. La call si rivolge a paternariati costituiti da almeno 4 soggetti della rete Enterprise Europe Network (EEN), provenienti da 4 Stati dell’Unione Europea: Pubbliche Amministrazioni, Associazioni s.s.l., Federazioni, ONG e altre Organizzazioni internazionali, Università, Centri di Ricerca, Istituti di istruzione e formazione, Camere di Commercio, Imprese e Pmi, persone fisiche.

Ulteriori info sul sito ufficiale:
http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/newsroom/cf/itemdetail.cfm?item_id=9042