La nuova apertura del progetto di emotional food court firmato “Officine Italia” nella galleria del Centro Commerciale Auchan di Mestre è per Confesercenti Venezia un’altra occasione mancata per il rilancio della competitività del sistema città.

Così commenta Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Venezia,

“Complimenti al Gruppo Gallerie Commerciali Italia per questo progetto di ristorazione che sbarca all’Auchan di Mestre, come primo in Italia, e che mette insieme un luogo di ristorazione gourmet con spazi dedicati alla produzione diretta nelle botteghe aperte al pubblico – spiega Franceschi – Peccato che non lo si sia fatto in centro città dove da tempo diciamo manchi un’offerta gastronomica al pari di altre città, come Treviso o Padova. Se è pur vero che non ci sono attualmente a Mestre superficie di medie e grandi dimensioni in grado di attrarre nuovi investitori, abbiamo tutti sotto agli occhi delle aree in trasformazione che potrebbero essere eccellenti luoghi di innovazione commerciale, non solo nel settore della ristorazione ma più in generale di sviluppo economico; per esempio il cantiere M9, l’ex Umberto I° o tutta la zona di Forte Marghera. Il nodo della questione resta l’assenza di una visione di rilancio di Mestre, che scoraggia qualsiasi imprenditore ad investire in una città in cui si colgono elementi di trasformazione ma senza una strategia complessiva”.

In conclusione, Franceschi sottolinea che nei centri commerciali le food curt hanno assunto un’importanza sempre maggiore anche in tempi di crisi, come confermano anche i dati Auchan: il 35% dei clienti si reca al centro commerciale non solo per fare shopping e ben il 13% sceglie di entrare proprio per la ristorazione.

“Nello spazio pubblico del consumo, il food si conferma il veicolo privilegiato per un sano ritorno sul terreno fisico delle relazioni e degli incontri, prerogative da sempre delle città e delle piazze che proprio per questo debbono saper cogliere le tendenze in atto ed i nuovi format. La scommessa del Gruppo Auchan è stata quella di rispondere con nuove soluzioni adatte ad un pubblico trasversale ed attento alla cultura della buona tavola, che si recherà al centro commerciale di sera per cenare in un ambiente valido anche da un punto di vista estetico. Di fronte a queste nuove tendenze, il sistema città non può rimanere immobile e con tempi biblici per trasformare le idee, se ce ne sono, in azioni concrete”.

(Photo Credits: corriere.it)