Una misura positiva, ma che da sola non basta a favorire la diffusione dei pagamenti digitali. Così Confesercenti commenta il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri in materia di servizi di pagamento, che recependo una direttiva europea, prevede il solo taglio delle commissioni interbancarie e non le commissioni pagate dagli esercenti che accettano pagamenti con il POS.

L’intervento non riguarda dunque direttamente gli utenti finali e si rivelerà un fatto positivo solo se il beneficio si trasmetterà alle imprese e ai consumatori. Per Confesercenti, senza un taglio vero delle commissioni pagate dalle imprese, l’efficacia del provvedimento come incentivo alla diffusione della moneta elettronica sarà dunque limitata. 

“Come abbiamo ribadito più volte in questi anni, siamo favorevoli ad una maggior diffusione della moneta elettronica, che sarebbe un vantaggio anche per le imprese perché porterebbe ad una riduzione dei rischi legati alla gestione del contante. Un aspetto che gli imprenditori non ignorano, soprattutto quelli del commercio e dei pubblici esercizi, come dimostrano i 400 nuovi POS attivati ogni giorno negli ultimi cinque anni. Per aumentarne ancora il numero, l’unica strada percorribile è quella della reale riduzione dei costi veri del POS: canoni, abbonamenti di servizio e commissioni, ancora troppo alti soprattutto per i micro-pagamenti. Ed insostenibili per quelle tipologie di piccole imprese – come tabaccai, gestori carburanti ed edicolanti – che sono caratterizzate da margini molto bassi, quasi completamente assorbiti dalle commissioni di bancomat e carte”.

Nessuna multa in arrivo

Non è invece stato toccato dal pacchetto normativo, un nodo politicamente caldo, ovvero le sanzioni agli esercenti che non si dotano di POS. Al momento infatti, per chi tecnicamente non consente il pagamento con carta di credito o bancomat, non è prevista alcuna sanzione.