Dal primo gennaio 2018 scattano nuove norme per la commercializzazione dei sacchetti di plastica forniti dai venditori a fronte di uno o più acquisti.

Già da diversi anni, in effetti, è aumentata l’abitudine di utilizzare meno le buste di plastica, sostituite da sacchetti biodegradabili oppure da materiali riutilizzabili. Una nuova spinta in tal senso giunge a seguito dell’approvazione del maxiemendamento al c.d. D.L. Su, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Nuove regole per la commercializzazione dei sacchetti di plastica

Il provvedimento riguarda quelle buste con o senza manici, quelle leggere ed ultraleggere, adibite al trasporto di merci e prodotti di gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta e panetteria.
Dal 2018 è vietata la commercializzazione:

  • delle borse di plastica (borse con o senza manici fornite ai consumatori per il
    trasporto di merci o prodotti) in materiale leggero (con uno spessore della singola
    parete inferiore a 50 micron),

è permessa invece la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili e di quelle aventi queste caratteristiche:

  • borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco:
    1) con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale
    di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in
    esercizi che commercializzano generi alimentari;
    2) con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale
    di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in
    esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi
    alimentari;
  • borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco:
    1) con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale
    di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in
    esercizi che commercializzano generi alimentari;
    2) con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale
    di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in
    esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi
    alimentari.

E’ prevista la progressiva eliminazione delle borse di plastica con parete inferiore a 15 micron (e comunque nei prossimi anni dovranno avere gradualmente una più alta percentuale rinnovabile) richieste a fini di
igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi (in pratica le bustine che nei reparti dell’ortofrutta vengono utilizzate per prelevare e pesare frutta e verdura e quelle che, in generale, vengono utilizzate per imballare gli alimenti sfusi).

No distribuzione a titolo gratuito degli shoppers

Non possono essere distribuite a titolo gratuito anche se il prezzo di vendita degli shoppers è libero
e deve risultare nello scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.

Le sanzioni

Chi non rispetta quanto previsto dalle nuove norme, rischia di incorrere in una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro. All’accertamento delle violazioni provvedono, d’ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa.