“La gestione dei flussi turistici a Venezia, così come i nuovi insediamenti alberghieri in terraferma, sono innanzitutto segmenti di una più ampia questione urbana e che va necessariamente gestita in modo complessivo e su scala metropolitana. Il rischio di una destinazione mono-funzionale turistica di una città come Venezia, al pari di quella di un quartiere in terraferma così come sta accadendo nella zona a ridosso della stazione ferroviaria, ha infatti ricadute più ampie sulla città e va a modificare l’insieme degli aspetti urbani, dalle relazioni economico-commerciali all’offerta culturale alle problematiche residenziali e sociali. Per fare un solo esempio, è evidente come la massiccia presenza di turisti a Mestre sia destinata a modificare il mercato delle locazioni private, provocando un innalzamento degli affitti a scapito di lavoratori e di famiglie che nulla hanno a che fare con il turismo”.

Propone dunque una riflessione più ampia sulle trasformazioni di Venezia e a Mestre, il Direttore Confesercenti Città Metropolitana di Venezia, Maurizio Franceschi, partendo proprio dalla questione turistica che, subito dopo le festività di Pasqua e in attesa delle prossime giornate festive primaverile, è di estrema attualità.

“Riteniamo che l’Amministrazione comunale abbia individuato gli aspetti cruciali della questione turistica, come ad esempio la necessità di regolare gli arrivi in treno a Venezia che, come confermano i dati del Ciset, sui 20 milioni di turisti all’anno in entrata a Venezia, più dei due terzi sono escursionisti e cioè provengano, in treno, da altre città venete o del Nord Italia per fermarsi anche solo una giornata – continua Franceschi – Siamo certi che il lavoro iniziato anche in collaborazione con altre città d’arte italiane darà buoni risultati però ribadiamo, che ora è urgente una visione e una gestione a scala più ampia del processo di trasformazione urbana che il turismo impone”.