Esce dalla fase di sperimentazione la prima misura di politica attiva del lavoro coordinata dall’Anpal – Agenzia nazionale politiche attive del lavoro e gestita tramite la rete pubblico-privata dei servizi per il lavoro.

Si tratta dell’assegno di ricollocazione destinato alle persone disoccupate che percepiscono la Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI) da almeno quattro mesi e che recentemente è stata estesa anche ai lavoratori in Cassa integrazione straordinaria.

Cos’è l’assegno di ricollocazione?

E’ un voucher messo a disposizione dello Stato per finanziare i programmi di formazione per i disoccupati. Un vero e proprio ammortizzatore sociale introdotto dal Jobs Act, che ha l’obiettivo di aiutare chi è senza lavoro a trovare una nuova occupazione, offrendo anche un sostegno economico. Si tratta dunque di un assegno che può essere speso presso i Centri per l’Impiego o altri soggetti accreditati al fine di ottenere assistenza nella ricerca di lavoro.

Requisiti per l’assegno di ricollocazione

In generale, l’assegno riguarda i disoccupati che percepiscono la NASPI da almeno 4 mesi, che ne facciano richiesta ma ad alcune condizioni. Non devono essere:

  • già impegnati in misure di politica attiva analoghe erogate dalle Regioni e Province Autonome, per tutta la durata dell’erogazione della misura regionale;
  • coinvolti in misure di politica attiva finanziate da un soggetto pubblico (quali corsi di formazione per l’inserimento lavorativo, corsi di formazione per l’adempimento dell’obbligo formativo, tirocini extracurriculari, servizio civile);

L’assegno di ricollocazione può essere richiesto all’Anpal anche da lavoratori in Cassa Integrazione individuati nel piano di ricollocazione previsto con un accordo sindacale, entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo.

Il lavoratore che accetta una proposta di lavoro prima della fine del trattamento continuerà a percepire il 50% dell’indennità di Cassa integrazione fino alla sua naturale scadenza. Mentre, il datore di lavoro che assume il lavoratore grazie a questo strumento potrà usufruire di uno sgravio contributivo, nella misura del 50% e fino ad un massimo di 4.030 euro, per un periodo di 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato e di 12 mesi per assunzioni a tempo determinato.