“Finalmente, è dal 2010 che ripetutamente abbiamo fatto presente ai vari Governi che si sono succeduti fino ad oggi nel nostro Paese che la Direttiva Bolkestein era ‘interpretabile’, almeno per alcuni servizi come quello delle concessioni balneari, che potevano essere di fatto escluse dalla Direttiva Servizi Europea. Ora sembra che tutte le forze politiche ne abbiano preso atto”.

Così Lorenzo Vallese, Presidente regionale Fiba Confesercenti e di Chioschi Veneto, commenta la presa di posizione dell’ex Commissario europeo, autore della direttiva sulla concorrenza entrata in vigore nel 2006, che ha spiegato, ospite al Parlamento italiano, come le concessioni balneari non si mettono a gara perchè sono beni e non servizi» .

“Da tempo riteniamo sbagliata l’applicazione della Direttiva Europea perchè metterebbe seriamente a rischio 30mila concessionari che sono prevalentemente piccole e medie imprese; per questo non ci stancheremo mai di spiegare ai vari esecutivi che gli imprenditori per fare impresa hanno bisogno di certezze temporali e solo con la proroga delle concessioni demaniali si poteva avere questa certezza – sottolinea Vallese – Sono sempre stati gli imprenditori balneari a curare le spiagge, ad assicurare la vigilanza e la sicurezza, investendo di anno in anno e senza mai chiedere nulla allo Stato, se non la certezza appunto di poter lavorare. Senza di questa viene meno il requisito dell’imprenditorialità, e quindi la possibilità di investire. Ora auspichiamo l’intervento concreto del prossimo Governo per ridefinire la Direttiva con una legge nazionale”. conclude Vallese.