“Finalmente il Parlamento sarà chiamato ad esaminare una proposta di legge che metta un freno alle aperture domenicali e festive, fissandole a otto all’anno, riportando così l’Italia al pari di altri Paesi europei moderni ed evoluti, che da tempo hanno capito che l’apertura selvaggia delle attività commerciali non solo non produce effetti rilevanti in termini di vendite e consumi, ma soprattutto colpisce il nostro sistema etico e sociale. Chi delinea uno scenario con perdite occupazionali fa previsioni che non corrispondono al vero: nella Grande Distribuzione il nuovo provvedimento porterà ad una riorganizzazione del personale, mentre per quanto riguarda i piccoli negozi di vicinato ci saranno addirittura delle nuove aperture e pertanto nuovi posti di lavoro. Se le liberalizzazioni degli orari hanno, infatti, penalizzato i piccoli negozi delle nostre città con concorrenze inaccettabili, la nuova regolamentazione delle aperture e delle chiusure favorirà le piccole e medie imprese del commercio che potranno vivere una nuova fase di rilancio, non solo di consumi ma anche occupazionale, ridando alle città il loro ruolo attrattivo.”  “.

E’ questo il commento di Cristina Giussani, Presidente Confesercenti Veneto, in merito alla proposta di legge, a firma Lega, per una nuova normativa sulle liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti.

Cristina Giussani

“Il ridimensionamento delle aperture dei negozi nelle giornate festive è un tema da sempre caro a Confesercenti e che ci ha visto impegnati in prima persona, insieme alla CEI, in una raccolta firme per modificare la normativa e che ha portato 150mila firme da tutta Italia di cui oltre 40mila in Veneto, a testimonianza che anche la nostra regione sente sulla pelle la questione – prosegue Cristina Giussani – E siamo ancora più soddisfatti che questa proposta di legge sia portata avanti dall’on. Giorgia Andreuzza, parlamentare veneta, ora capogruppo Lega in Commissione Attività Produttive della Camera, che ben conosce il territorio veneto e con cui abbiamo avuto modo di confrontarci e di esporre le nostre idee in merito, trovando ampie sintonie”.