Mestre al centro dei riflettori nazionali e anche internazionali, in occasione dell’inaugurazione del Museo del 900, conosciuto come M9, che ha portato in città per il taglio del nastro ufficiale, anche la Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e il Ministro della Cultura Alberto Bonisoli, oltre al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

“E’ ora evidente a tutti la trasformazione urbanistica che questo progetto ha portato in città, restituendo all’intera comunità spazi, ora rigenerati, che prima invece non erano accessibili ai cittadini. A questo già positivo effetto, si aggiunge anche la nascita di quello che da sempre Confesercenti definisce un nuovo distretto dell’innovazione e del commercio e che ci auguriamo possa coinvolgere tutta l’area adiacente al museo, ridando slancio e attrattività anche a quei luoghi centrali della città che ancora non hanno un progetto concreto, come ad esempio gli spazi dell’ex emeroteca proprio di fronte al nuovo museo. Diciamo da tempo che solo se la città, nel suo complesso, riprende competitività può attrarre imprenditori desiderosi di investire a Mestre.  “.

Così commenta Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Città Metropolitana di Venezia, la tanto attesa apertura del nuovo polo museale e di retail a Mestre, che segna un decisivo cambio di passo nella generazione urbana diventando un fattore di sviluppo economico e sociale per l’intera città.

Per la grande occasione, presenti anche i vertici di Fondazione Venezia – che ha stanziato 110 milioni di euro per il progetto ispirandosi alle più innovative esperienze europee -, dal presidente Giampietro Brunello all’amministratore delegato di Polymnia, Valerio Zingarelli, e anche gli architetti Sahuerbruch e Hutton che hanno firmato il progetto architettonico.

Polo museale da 10.000 metri quadrati

Il nuovo edificio museale sorge nel centro di Mestre: la sua identità deriva da uno stretto rapporto con il contesto urbano, con il quale si integra non solo da un punto di vista architettonico ma soprattutto urbanistico, ridisegnando la viabilità che attraversa il cuore del centro storico cittadino. L’obiettivo è congiungere in modo nuovo parti di città che prima non dialogavano o che erano negate alla fruizione dei cittadini. Il risultato è un centro multifunzione che va oltre un tradizionale museo, ispirato alle esperienze internazionali di rigenerazione urbana propone un format innovativo, una piccola Smart City al servizio dei cittadini.

10.000 mq per una Mestre aperta e innovativa, perché fare cultura significa anche questo: offrire ai cittadini uno spazio di condivisione, accessibile a tutti e sostenibile per l’ambiente e completamente “Smart City“. Grazie all’impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale.