A seguito dell’incontro tra le categorie economiche del Veneto e il Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e Politiche Sociali On. Luigi Di Maio, Cristina Giussani per Confesercenti Veneto, i vertici di Confindustria, Confartigianato Veneto e Confcommercio hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta, in cui permangono le criticità di fondo sull’impostazione della Manovra, le stesse sollevate dalle iniziative nazionali programmate nei prossimi giorni.

«E’ stato un incontro cordiale in cui abbiamo avuto modo e tempo di approfondire i temi strategici e le criticità evidenziate nelle scorse settimane per la competitività delle imprese sia manifatturiere che dei servizi e del commercio, in particolare quelli contenuti nella Legge di Bilancio. Abbiamo ricordato al Ministro Di Maio che l’imprenditore è un portatore di valori per la società e il territorio. L’impresa crea e distribuisce benessere e lavoro, contribuendo a determinare il Prodotto Interno Lordo, in particolare in questa parte del Paese. La politica non può prescindere dalla conoscenza, dal dialogo con chi fa impresa e con chi la rappresenta (…). I problemi che abbiamo sottoposto all’attenzione del Ministro sono quelli incentrati sulla competitività dell’impresa e del lavoro, già più volte espressi. Abbiamo convenuto che vanno disegnati insieme obiettivi precisi di competitività, con numeri che abbiano ricadute dirette sui bilanci aziendali (…). Ci attendiamo proposte che vadano in questa direzione. Il Paese deve avere obiettivi di crescita a medio termine, incidere sul debito pubblico, attivare una concreta spending review, dare prospettive ai giovani. Gli elementi concreti sui quali operare in modo immediato sono i Fattori Produttivi, a partire dal costo del lavoro (incidere sul cuneo fiscale per aumentare i salari e l’occupazione, a partire da quella giovanile), dal costo della burocrazia, dalle infrastrutture materiali e immateriali (le grandi arterie stradali e ferroviarie, i collegamenti con le aree industriali, la banda larga e ultralarga che vede ancora un gap notevole tra Italia e i paesi competitor), dal sostegno ai processi di internazionalizzazione per accrescere gli scambi commerciali. Le imprese hanno bisogno di risposte immediate e di certezze normative per poter programmare il proprio futuro, fare investimenti, sostenere l’occupazione e la crescita dei propri territori”.

Cristina GiussaniConfesercenti ha espresso inoltre, il dissenso anche verso il reddito di cittadinanza così come concepito, mentre ci auspicheremo piuttosto un incentivo a quelle imprese che assumono. E sul tema del commercio, vorremmo che l’attenzione espressa sul delicato tema delle aperture domenicali si traducesse in un provvedimento che riduca drasticamente le aperture festive per riequilibrare la competizione tra i vari formati distributivi, ora completamente sbilanciato verso la Grande Distribuzione e insostenibile per i negozi di vicinato” conclude Cristina Giussani.