C’è un clima di sfiducia nei cittadini-consumatori legato più alla situazione generale ed economica del Paese che strettamente personale e che riflette una leggera flessione nell’andamento dei consumi natalizi. In particolare, i cittadini della Città Metropolitana di Venezia spenderanno per i regali tra 190 e 210 euro, tra i prodotti più gettonati giocattoli, libri e abbigliamento (prevalentemente accessori) e soprattutto prodotti enogastronomici; mentre gli articoli tecnologici appaiono fortemente limitati dalla vicinanza con il Cyber Monday. Sui luoghi preferiti per lo shopping, rimangono in equilibrio i rapporti di forza tra centri commerciali (+2,55%) e “sistema città” grazie alla leggera crescita del commercio su area pubblica (+2,3) che compensa il calo dei negozi del centro (-0,86%). Questi i primi dati che emergono dalla tradizionale “Indagine sui consumi natalizi” che Confesercenti Città Metropolitana di Venezia realizza ogni anno nelle prime tre settimane di dicembre in concomitanza con l’arrivo della tredicesima per i lavoratori dipendenti.

La Metodologia

L’indagine è stata svolta tra il 8 e il 13 dicembre a Mestre ed è stata condotta con questionario somministrato da ns. personale (face to face) con metodologia PAPI.
Ha riguardato un campione casuale semplice (senza ripetizione) di 225 persone maggiorenni (il 32% uomini, il 68 % donne).

“Nonostante l’arrivo della tredicesima, nella Città Metropolitana non si avverte particolare entusiasmo e la mensilità supplementare va infatti dedicata per buona parte ai cosiddetti “consumi obbligati” come ad esempio le spese di manutenzione dell’automobile e della casa, assicurazioni, conti in sospeso, e rate del mutuo – così spiegano Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti e Michele Lacchin, Responsabile Ufficio Studi i punti salineti dell’indagine nel corso della conferenza stampa – Inoltre, più degli scorsi anni, si avverte l’impatto del Black Friday che ha convinto molti consumatori ad anticipare i regali approfittando di sconti e promozioni. La fiducia dei consumatori, pur riflettendo un quadro complessivamente stabile, presenta una dinamica negativa a causa dal deterioramento delle aspettative sulla situazione economica dell’Italia nonché da un marcato peggioramento delle attese sul lavoro”.

Tra i cittadini il calo della preoccupazione per il binomio sicurezza e immigrazione che l’anno scorso superava il 50% (oggi al 17,34%) è oscurato dalla crescita della tensione sul tema dello sviluppo economico (+18,45%) e dell’occupazione (+ 15,46).
Se conteggiamo anche il debutto con l’8% dell’attenzione per la situazione internazionale (nel 2017 era assente) il macrosettore economia e lavoro preoccupa, nel suo complesso, oltre il 65% degli intervistati.
La cautela legata al peggioramento dei conti pubblici, agli effetti della speculazione finanziaria e agli avvenimenti internazionali, anche se mitigata da situazioni personali soddisfacenti, ha comunque evidenticonseguenze sulla propensione alla spesa e sul livello di attenzione ai prezzi.

Dove andrà a finire la tredicesima del 2018 ?

Se escludiamo il 12% del campione che non ha questa possibilità, la mensilità aggiuntiva andrà destinata per il 18,67 % alle spese obbligate e per il 28% al risparmio (in leggero calo di – 3,68% le prime a vantaggio del secondo +3,29). Sommandole si raggiunge il 46,67% del campione che corrisponde al 53% di coloro che ricevano la tredicesima.

La tendenza al risparmio è confermata dal fatto che, nonostante la spesa per regali si concentri nella fascia tra i 100 e i 200 euro pro capite (34,6%), si nota una discreta diminuzione nella fascia di spesa superiore ed un aumento altrettanto sensibile in quella inferiore. Sale infatti dal 20% al 30,6% la percentuale del campione che intende spendere meno di 100 euro (+10,6%) mentre cala al 23,9 (-11,3%) quella che prevede una spesa maggiore a 200 euro. Per la maggioranza (54%) del campione si tratta di spendere una cifra più o meno uguale a quella impiegata lo scorso anno (-6%), mentre lievissima (+0,83%) rispetto al 2017 la differenza con quanti prospettano un drastico taglio ai regali.

Maurizio Franceschi, intervistato qui da TGR Veneto, mette l’accento su alcuni punti significativi rilevati dall’indagine.

 

Leggi qui l’Indagine sui consumi natalizi 2018