“Per il 2018 per il commercio di Mestre è stato un anno di transizione, il 2019 appena iniziato sarà quello in cui scatterà una «fase di recupero, che valorizza i tanti investimenti fatti nella città».

L’anno del rilancio, insomma. Ne è convinto Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Città Metropolitana di Venezia, che si vuole lasciare alle spalle il pessimismo. Tre le parole chiave su cui punta: riqualificazione, modernità e innovazione.

In arrivo il distretto del commercio a Mestre

Una prima importante novità all’orizzonte è l’avvio nelle prossime settimane dell’atteso “distretto del commercio” nell’area del centro di Mestre che dall’asse Piazza Ferretto, M9, Villa Erizzo si estenderà fino a tutta via Piave e a quell’area della stazione e di via Ca’ Marcello, che cambierà completamente volto, grazie alla nuova piastra commerciale con i negozi sopra i binari e alle nuove strutture ricettive, alberghi e ostelli.

«A breve – annuncia Franceschi – convocheremo il tavolo di partenariato. Poi sceglieremo il manager. I distretti, dove sono stati avviati, funzionano bene: fanno sintesi, lavoro di coordinamento. Vogliamo essere pronti per la primavera quando usciranno i bandi regionali di finanziamento a questi progetti».

Le fatiche del 2018, i segnali positivi per il 2019. Facendosi due passi in centro,  però, non pare che il commercio goda proprio di buona salute. Già prima di Natale hanno chiuso Angeloni, marchio storico di Galleria Matteotti, e la gelateria Grom in via Palazzo. Imminente lo stop delle attività anche per Kartell in Piazza Ferretto e Wad Shop in Calle Legrenzi.

«Non nascondiamoci – dice il direttore di Confesercenti – il 2018 è andato forse peggio di quanto ci aspettassimo. È stato un anno di passaggio, che si portava dietro tutte le difficoltà vissute dalla città negli anni precedenti. Ora, però, c’è la consapevolezza che alcuni fatti, prima solo ipotesi sulla carta, sono diventati realtà: l’M9, la realizzazione delle strutture ricettive alberghiere e il completamento di buona parte degli interventi di riqualificazione».

Segnali molto produttivi saranno anche, secondo Franceschi, la realizzazione ormai certa del mercatino coperto di via Fapanni – «un altro intervento di riqualificazione importante per il ruolo che in tutte le città svolgono queste strutture», sottolinea – e la realizzazione della piastra commerciale della stazione che completerà il recupero di un’area vasta che da via Piave si estenderà a via Ca’ Marcello fino al campus universitario di via Torino. Mestre, città moderna. «Mestre – aggiunge – sta vivendo trasformazioni che non avvengono in nessun’altra città del Nord Est. I cambiamenti, però, non sono ancora percepiti e conosciuti fuori. Una delle difficoltà della città è proiettare all’esterno la propria immagine futura, legata alla modernità e alla cultura. L’offerta culturale c’è già, si deve lavorare molto su quella turistica, sull’accoglienza, sull’ospitalità. Cultura e turismo convivono, dialogano».

Servono nuovi investitori

Se, dunque, da un lato il processo di trasformazione è ormai avviato, «e non si torna più indietro – dice Franceschi –, dobbiamo solo dargli il tempo di realizzarsi», dall’altro, sottolinea con forza, «serve una classe imprenditoriale che sappia cogliere queste opportunità. Servono nuovi imprenditori perché l’offerta attuale della città non è sufficiente per essere competitiva. Ma quelli esistenti devono avere la capacità di innovarsi, devono trovare un modo nuovo di fare commercio, attivando nuovi servizi». La città ancora fatica, ma diamo tempo all’M9. Forme di commercio innovativo, dunque… Forme, però, di cui si sarebbe già dovuto avere un assaggio negli spazi commerciali nati con l’M9. Partito il polo museale il primo dicembre, i negozi – molti quelli ancora vuoti – stentano a decollare. «Anche questo – spiega il direttore – è un segnale che la città sta ancora faticando. […]

La verità, però, è che Mestre deve diventare polo d’attrazione. «Questa città – conclude Maurizio Franceschi – deve diventare accogliente e ospitale; deve puntare molto sulla promozione, sulla propria nuova identità di città moderna e sul digitale. Innovazione significa un modo nuovo di dare servizi e usare ciò che la tecnologia mette a disposizione per comunicare con i turisti e i consumatori. Bisogna lavorare sulla costituzione di un big data in cui concentrare tutte le informazioni pubbliche e private. Innovazione e sinergia, ecco ciò che serve

Distretti, volàno del commercio: dopo Zelarino e in Riviera, tocca a Mestre

I distretti sono una delle armi vincenti per rilanciare il commercio nelle città. In sostanza pubblico e privato si mettono insieme per affrontare in modo condiviso tutte le scelte riguardanti un’area specifica. Nel veneziano si contano già le esperienze di Zelarino e quella attivata l’anno scorso in Riviera del Brenta con Mira e Dolo città capofila. Ora l’iniziativa si allargherà al centro di Mestre. «I distretti – spiega il direttore di Confesercenti, Maurizio Franceschi – dove sono stati attivati, funzionano. In Riviera, avviati i lavori, si sono viste già iniziative interessanti sia sotto il profilo turistico e commerciale, sia, ad esempio, sotto quello dei, pur pochi, negozi sfitti. Anche a Mestre potrà succedere: il distretto sarà il luogo della discussione, della sintesi, del coordinamento e delle decisioni».

Grazie a Chiara Semenzato per l’intervista su Gente Veneta