663 vetrine censite, 123 i negozi sfitti con una percentuale del 23,83% sul totale. Sono questi i principali dati emersi dalla mappatura dell’Osservatorio sul commercio di Mestre realizzato da Confesercenti Città Metropolitana di Venezia, compiuta anche grazie all’operatività degli alunni del liceo Giordano Bruno, che hanno raccolto i dati e le informazioni sul campo, grazie al progetto di Alternanza Scuola Lavoro.

“Nonostante chiudano negozi di medio-alta offerta, restiamo ottimisti – ha spiegato Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti – Perchè riteniamo sia piuttosto la situazione economica del Paese e il cambiamento dei consumatori a determinare questa sofferenza dei centri città. A questo si aggiunge che Mestre è una città che stenta a raccontarsi e così i cittadini non hanno ancora colto le grandi trasformazioni della città, quasi uniche in Veneto, sia dal punto di vista urbanistico, di riqualificazione, dalle ZTL alle aree pedonali ai parcheggi), che culturale come l’M9 e il Cinema Multisala in città.»

La mancanza di un’offerta medio alta

Confesercenti spiega che la tipologia di negozi di cui la comunità avrebbe bisogno è di target medio-alto, invece l’offerta rimane di fascia bassa. È come se mancasse l’attrattività ed i grandi investitori .In termini di popolazione poi, si assiste a un continuo svuotamento del centro di Mestre, e di allontanamento di quelle categorie che, per età e reddito, sono le più interessate in termini di capacità di spesa, cioè giovani e famiglie. Queste si dirigono altrove verso i vicini centri commerciali.

“Il dato degli sfitti – hanno spiegato Alvise Canniello e Michele Lacchin (in foto) – rimane sostanzialmente lo stesso dello scorso anno, ovvero si attesta sul 23,83% rispetto al totale. Certo il dato relativo a Piazza Ferretto  è preoccupante perchè un negozio su quattro ha le serrande abbassate. Chiediamo al Comune che si attui una efficace campagna di marketing per attrarre nuovi investitori in grado di riportare slancio alla città”.