“A distanza di cinque anni dall’introduzione della diffida amministrativa da parte della Regione Veneto, sono solamente quattro i comuni dell’area metropolitana di Venezia, che hanno adottato questo strumento legislativo e che prevede un avvertimento a sanare le irregolarità riscontrate nell’attività commerciale entro un termine perentorio di 10 giorni, anzichè procedere subito con la sanzione – spiega Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Città Metropolitana di Venezia – Non capisco perchè le leggi debbono valere per i cittadini e le imprese, mentre le Amministrazioni Locali possono scegliere se applicarle oppure no. Ad oggi solo i comuni di Venezia, Mira, Jesolo e Cavallino Treporti hanno adottato la diffida amministrativa e perchè gli altri no? “.

Confesercenti, sottolinea infatti, che l’istituto della diffida amministrativa, approvato dalla Legge Regionale n. 10/2014 garantisce infatti, da un lato il rispetto della legalità aiutando le imprese a responsabilizzarsi, e dall’altro dimostra comprensione e rispetto per il difficile lavoro dell’imprenditore.

“Voglio ricordare – prosegue Franceschi – che è stata proprio Confesercenti a portare sul tavolo della Regione questa proposta, all’indomani di una multa da 1400 euro che il titolare de “Il Palco” di Mestre prese per avere messo un calcio balilla all’interno del proprio locale senza previa comunicazione. Queste situazioni non debbono più succedere e per questo, visto anche che l’applicazione della diffida da parte dei comuni è a costo zero, ci auguriamo un’accelerazione in questa direzione da parte delle amministrazioni del veneziano, anche perchè spesso vengono punite con sanzioni insostenibili delle mancanze che sono causate dalla difficoltà di applicare correttamente una regolamentazione eccessiva e incomprensibile”.