La legge di conversione del decreto Crescita ha introdotto delle agevolazioni per la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi che possano contribuire a rivitalizzare i tessuti economici locali dei piccoli Comuni fino a 20.000 abitanti.

Le risorse disponibili, nell’ambito di un fondo disponibile presso il Ministero degli interni ammontano a 5 milioni di euro per il 2020, 10 milioni di euro per il 2021, 13 milioni di euro per il 2022 e a 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023.

A gestirle saranno direttamente i Comuni, tra i quali il Viminale ripartirà il budget annuale previa istituzione di un apposito fondo nel bilancio del Comune.

I contributi sono concessi per l’anno nel quale avviene l’apertura o l’ampliamento degli esercizi e per i tre anni successivi e sono rapportati alla somma dei tributi comunali dovuti dall’esercente e regolarmente pagati nell’anno precedente a quello nel quale è presentata la richiesta di concessione.

Gli incentivi sono destinate ai soggetti che ampliano esercizi commerciali già esistenti o della riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi.


Escluse dagli aiuti anche le aperture di nuove attività e le riaperture conseguenti alla cessione di un’attività preesistente da parte di un soggetto riconducibile a chi la esercitava in precedenza.

Il regime di aiuto sarà operativo a partire dal prossimo anno. I soggetti interessati alle agevolazioni potranno presentare domanda dal 1 gennaio al 28 febbraio 2020 direttamente al Comune nel quale è situato l’esercizio che determinerà la misura del contributo e provvederà all’erogazione seguendo l’ordine di presentazione delle richieste, fino all’esaurimento delle risorse iscritte nel bilancio comunale.

Una comunicazione è stata inviata da Confesercenti ai sindaci perché operino al fine di facilitare l’accesso a questa opportunità inquadrandola nelle più ampie strategie per la rigenerazione urbana del Comune.

 

(dal Nazionale)