“Non siamo certo razzisti ma bisogna guardare in faccia la realtà e prendere atto che di fronte al visibile fenomeno dei mendicanti nelle nostre città, molte volte veritiero e drammatico, in molti casi si tratta invece di persone che vengono reclutate da vere e proprie organizzazioni criminali: in questo modo il gesto di fare elemosina da parte dei cittadini, va ad alimentare la diffusione dell’illegalità nella nostra città. Non possiamo permettercelo: per la sicurezza di Mestre e di chi ci vive e lavora, e per la sopravvivenza del commercio dobbiamo mettere subito in campo azioni contro il degrado e la desertificazione della città, che seppur nella difficoltà, sta affrontando un percorso di trasformazione”.

Sono queste le parole di Maurizio Franceschi, Direttore di Confesercenti Venezia, in merito alla questione di estrema attualità legata all’espandersi di fenomeni di accattonaggio in questo ultimo periodo estivo, e che ha suscitato prese di posizione anche da parte di esponenti della diocesi veneziana.

Anche su questo tema della sicurezza e del degrado di Mestre, Confesercenti Venezia scende in prima linea: in questi giorni sta fornendo ai propri soci un cartello da appendere alle vetrine dei negozi della città in cui si invita i clienti a non fare elemosina ai mendicanti che stazionano davanti al negozio, ma piuttosto, se si vuole fare un gesto di solidarietà, si suggerisce di sostenere i servizi promossi sul territorio dalla Caritas Diocesana (come mense, dormitori, strutture di accoglienza e di accompagnamento) attraverso un contributo.