Quando si parla di rinnovo e di rigenerazione urbana si mettono in moto connessioni, cambiamenti ed implicazioni che non hanno solo a che vedere con gli aspetti urbanistici di una città, ma necessariamente invadono la sfera sociale, culturale ed economica dei cittadini e degli operatori economici che gravitano nell’area oggetto di trasformazione.

E’ questo il punto di partenza del convegno “Mutazione di stato – Luoghi e risonanze di un bene comune”, organizzato a Mestre dalla Confesercenti Provinciale di Venezia in sinergia con il Comitato di Volontariato Cittadino Mestre Second Life, che si fa interprete della “mutazione” e “resistenza” dei cittadini ed imprenditori che vivono ed operano nell’area degradata attorno all’ex Ospedale Umberto I°. Si parte dal caso del Compendio ex Ospedale della città ma viene posto in un contesto più ampio, a dimostrazione che questo non è un problema eccezionale, circoscrivibile a rivendicazioni locali, bensì fa parte di una criticità “globale”.

Michele Lacchin dell’ Ufficio Studi Confesercenti Veneto, in apertura del convegno che si è tenuto al Centro Culturale Candiani, ha spiegato che:

“L’approccio alle trasformazioni della città deve essere multidisciplinare e per questo che anche la nostra iniziativa ha coinvolto urbanisti, mondo delle imprese, artisti, rappresentanti della cittadinanza attiva. Ci vuole un nuovo glossario comune che permetta di dialogare con i vari soggetti della città, perché rigenerare significa essere in sintonia con le esigenze della cittá. La rigenerazione urbana va ripensata e slegata da vecchi schemi che la legano al mondo dell’edilizia, ha invece più a che fare con il termine di innovazione. E’ questa l’occasione dunque, per affrontare anche il tema del rinnovamento delle regole urbanistiche e di adottare un regolamento comunale per gli utilizzi temporanei, che farebbe uscire dal degrado anche l’area stessa dell’ex Umberto I.”

 

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Tra gli interventi tecnici, Giuseppe De Luca dell’ Università degli studi di Firenze si è soffermato sul recupero degli scarti urbani come strategia di rinnovo culturale e fisico della città contemporanea

“Lo scarto urbano, e quello dell’ex Umberto I° si può definire parziale perchè in attesa di una trasformazione, determinano le nostre città perchè pongono problemi di gestione e di sicurezza. Sarebbero delle vere e proprie opportunità per il rilancio dei centri urbani, ma siamo ancora legati a vecchie logiche e a strumenti legislativi ancora poco aggiornati, e perciò ne siamo schiacciati”. “Alcuni esempi dall’estero ci insegnano che “un buco” può diventare un nuovo centro innestando attività produttive ed innovative – conclude- come la vecchia stazione di Groningen in Olanda, simile all’area in questione di Mestre, che è stata rigenerata ed ora, da zona di degrado, è invece un’area dedita ai negozi e ricca di attività culturali”.

LA MOSTRA FOTOGRAFICA DAL 23.09 AL 02.10.2016

A fine convegno, ci si è spostati nei limitrofi spazi della nuova Galleria Barcella, a ridosso di Piazza Ferretto, per inaugurare l’omonima mostra fotografica dell’artista Ricardo Wetzler – dove i protagonisti-eroi sono i residenti ed i commercianti di via Circonvallazione e Via Antonio da Mestre, che nonostante “il buco” resistono con le loro attività. La mostra mette in evidenza infatti, grazie al linguaggio artistico della fotografia, come il rinnovo e recupero urbano siano termini imprescindibili della trasformazione “fisica” del territorio e che, ogni territorio, è un sistema complesso di relazioni sociali ed economiche, che supera la fisicità degli “immobili”.

Orari di apertura-

Dal 23 settembre fino a domenica 2 ottobre: da lun a ven: 15.30/20.00; sab – dom: 10.00/20.00.