La riforma della disciplina relativa al fallimento e dell’insolvenza ha introdotto ulteriori obblighi e responsabilità per imprenditori e organi societari (quali gli amministratori).

Nel caso si evidenziassero squilibri di carattere reddituale, finanziario od economico, tali da compromettere la continuità aziendale o la sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi, è infatti necessario che l’imprenditore e gli amministratori si attivino per migliorare la situazione e, nel caso, per segnalare tempestivamente lo stato di difficoltà al neocostituito Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa (OCRI) consentendo di avviare per tempo le procedure previste dalla legge per il risanamento.

A tal fine l’imprenditore e gli amministratori (di tutte le tipologie di società) devono monitorare costantemente l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile dell’impresa e dotarsi degli strumenti che consentano loro di venire a conoscenza dell’avvicinarsi dello stato di crisi o di una situazione di squilibrio finanziario idoneo a sfociare nell’insolvenza.

In particolare, le società a responsabilitá limitata hanno l’obbligo di nominare un organo interno di controllo (Collegio Sindacale, Revisore Legale, Società di Revisione o Sindaco Unico) quando viene superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 2 milioni di euro di totale dell’attivo dello stato patrimoniale; 2 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni; 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

La procedura di allerta può scattare autonomamente anche su segnalazione dei creditori pubblici (Ag. Entrate, INPS, ex Equitalia) nel caso in cui il debito Iva sia pari al 30% del volume d’affari del periodo a cui si riferisce l’ultima liquidazione o quando il debitore risulti in ritardo, di oltre sei mesi, nel versamento di contributi previdenziali per un ammontare superiore alla metà di quelli dovuti nel corso dell’anno precedente e oltre la soglia di 50.000 euro.

Lo scopo è quello di evitare che una azienda, divenuta fragile, possa avventurarsi in scelte rischiose compromettendo la possibilità di rimborsare i creditori.

Non aver adottato un assetto organizzativo idoneo a rilevare tempestivamente lo stato di crisi così come aver omesso la segnalazione all’OCRI, comporta la sussistenza o l’aggravamento delle responsabilità CIVILI e PENALI degli amministratori previste dalla legge in caso di fallimento, agevolando, in tal modo anche le azioni di responsabilità a loro carico.