Quanto e come spenderanno i cittadini in questo periodo di acquisti natalizi? Cosa pensano di regalare?E com’è, quest’anno, che si percepisce la propria condizione economica? A questi quesiti ha cercato di rispondere la tradizionale INDAGINE SUI CONSUMI NATALIZI realizzata dall’Ufficio Studi  Confesercenti Città Metropolitana di Venezia, nel territorio di Mestre.

La metodologia

L’indagine è stata svolta tra il 8 e il 13 dicembre a Mestre ed è stata condotta con questionario somministrato dal personale Confesercenti (face to face) con metodologia PAPI. Ha riguardato un campione casuale semplice (senza ripetizione) di 261 persone maggiorenni (il 38,7% uomini, il 61,3 % donne).

Il clima di fiducia

I consumatori continuano a guardare con attenzione (e preoccupazione) la situazione socio-economica. Metà del campione è ancora prudente sul futuro del Paese. Lievi variazioni del sentiment fanno emergere tuttavia un segnale leggermente più positivo rispetto al 2015. Secondo gli intervistati gli italiani, in genere, saranno disponibili a spendere un po’ di più. Si percepisce quindi, un miglioramento della condizione economica complessiva che tuttavia non si traduce in un immediato aumento dei consumi. Crisi economica e lavoro limiteranno la serenità del 30,38% degli intervistati (rispetto al 32,18%  del 2015).

“Rimane un Natale diviso tra le difficoltà economiche e la preoccupazione per la situazione del Paese, ma  forse il clima che emerge dall’indagine è complessivamente più positivo  rispetto all’anno scorso – spiegano Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Venezia e Michele Lacchin dell’Ufficio Studi in occasione della conferenza stampa – Dall’altra parte è evidente come il sistema città, inteso come luogo di acquisto per i regali, regge e può competere, grazie anche ai mercatini natalizi, con i centri commerciali almeno nel periodo natalizio”.

La tredicesima

Mutui, tasse, bollette e conti da pagare. Benedetta tredicesima per il 35,44% del campione (era il 32,18 % nel 2015) che contano sulla mensilità aggiuntiva per far quadrare i conti.Esattamente la stessa percentuale (35,44%) degli intervistati che ha deciso di impiegare buona parte della tredicesima in regali. Una percentuale in aumento rispetto all’anno scorso (era il 28,74%) che conferma la percezione di un leggero miglioramento.

Quali regali?

La spesa media per regali rimane tra i 100 e i 200 euro procapite. Il 42,5 % del campione prevede di spendere tra i 100 e i 300 euro. Per il 70% si tratta di una cifra più o meno uguale a quella impiegata lo scorso anno.Se permane ancora bassa la percentuale degli intenzionati a spendere di più diminuisce tuttavia il numero di coloro che prevedono di stringere ancora la cinghia (21,25% contro il 32,18% dello scorso anno). In testa alla classifica degli acquisti: alimentari, giocattoli, e abbigliamento (prevalentemente accessori). Si segnala un aumento delle spese per la “cura della persona” (dal massaggio. al trattamento in una SPA, al più banale profumo).

Dove si acquista?

Ovunque. Al centro commerciale, nei negozi in città, ai mercatini di Natale. Comunque all’inseguimento del prodotto giusto al prezzo giusto. Il sistema città regge ancora grazie ad un consumatore molto più razionale che utilizza tutte le possibilità offerte da una rete di vendita differenziata. Emerge tuttavia anche un atteggiamento più etico e responsabile, maggiormente orientato alla valorizzazione delle “esperienze” e meno al puro atto di acquisto. La possibilità di ridurre gli spostamenti automobilistici e l’autenticità del contesto (i centri città, i mercatini) aumenta l’appeal dei centri urbani.