Forse anche la vostra azienda ha un e-commerce, o vende anche al di fuori del negozio fisico, quindi c’è un argomento molto importante sul quale non potete avere dubbi: i termini per il diritto di recesso. Vediamo quindi quali sono quelli che ogni venditore deve rispettare e cosa deve fare nel caso riceva una richiesta in tal senso.

Quando posso esercitare il diritto di recesso?

Perché il diritto di ripensamento riguarda principalmente per le attività con portali di vendita online? Perché, come vi abbiamo spiegato in questo articolo su come funziona il diritto di recesso, il consumatore può esercitarlo solo nel caso di acquisti a distanza, e cioè:

  • online;
  • per telefono;
  • per corrispondenza;
  • contratti negoziati fuori dai locali commerciali.

Perciò chi ha acquistato un articolo in un esercizio commerciale non potrebbe avvalersi di questo diritto. In realtà, molti negozianti lo permettono, ma solo in presenza del regolare scontrino e in forma di sostituzione della merce.

Ma torniamo alle attività che hanno deciso di sfruttare i vantaggi del commercio via web o a distanza. Anche per loro esiste qualche caso in cui non si può esercitare questo diritto:

  • nel caso di contratti tra professionisti o aziende con partita IVA;
  • per i servizi di alloggio, ristorazione, tempo libero e trasporti quando il contratto stabilisce che la prestazione sarà fornita in una data precisa;
  • la fornitura regolare a domicilio di generi alimentari e beni d’uso domestico già in corso;
  • servizi la cui esecuzione è iniziata prima della scadenza per l’esercizio del diritto di ripensamento, con il consenso del consumatore;
  • beni o servizi con prezzi legati alle variazioni dei tassi di mercato;
  • merci confezionate su misura o personalizzate;
  • prodotti audiovisivi e software sigillati che siano stati aperti dal cliente;
  • vendita di giornali e periodici;
  • nel caso di scommesse e lotterie.

Chiarito quando non si può applicare questo diritto, passiamo ora alle scadenze che devono rispettare le aziende che, invece, potrebbero ricevere una richiesta del genere.

I termini per il diritto di recesso per consumatori e aziende

Quando un consumatore esercita il diritto di recesso, decide di sciogliere il suo contratto con il venditore. Non subisce alcuna penale, ma entrambe le parti devono rispettare delle condizioni.

Già dal 14 giugno 2014, il consumatore:

  1. può chiedere di recedere dal contratto entro 14 giorni di calendario da quando ha ricevuto il bene o servizio;
  2. deve scrivere una lettera per comunicare il proprio diritto di ripensamento e inviarla al venditore tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;
  3. deve restituire i beni entro 14 giorni dall’esercizio del diritto di recesso. La data dalla quale conteggiare questo periodo di tempo è quella riportata sulla raccomandata;
  4. deve farsi carico dei costi di restituzione, se così era specificato nell’ordine di acquisto;
  5. ha 1 anno di tempo per recedere dal contratto se il diritto di recesso non era comunicato chiaramente nell’ordine.

I venditori, invece:

  1. devono rimborsare l’importo pagato dal consumatore entro 14 giorni da quando ricevono i prodotti;
  2. se non altrimenti specificato nel contratto d’acquisto, devono coprire anche le spese di spedizione.

Avete ricevuto una richiesta di recesso e non sapete come comportarvi? Non sapete se la vostra attività rientra tra quelle che sono tenute a rispettarlo? Contattate i nostri esperti: vi aiuteranno a risolvere tutti i vostri dubbi.