Dal 1 Gennaio 2015 per i datori di lavoro assumere un dipendente a tempo indeterminato potrebbe risultare più conveniente rispetto a un contratto a tempo determinato o a un contratto a progetto. Questo è possibile grazie al Jobs Act, che prevede un contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e introduce importanti modifiche sul tema licenziamenti.

Le novità fondamentali del Jobs Act

Queste sono le principali novità introdotte dal Jobs Act:

  • sgravi contributivi previdenziali: per tutti i nuovi assunti a tempo indeterminato, il datore di lavoro ottiene uno sconto sui contributi Inps da versare. L’esonero non può essere tuttavia applicato a queste categorie:
    1. lavoratori che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione erano dipendenti a tempo indeterminato di un qualsiasi datore di lavoro;
    2. lavoratori che, prima del 30 Settembre 2014 erano dipendenti a tempo indeterminato di società collegate o controllate dal datore di lavoro;
    3. apprendisti;
    4. lavoratori domestici;
  • costo del lavoro e Irap: il costo del lavoro viene scorporato dall’imponibile Irap;
  • cambio di mansioni: se l’azienda si riorganizza, si ristruttura o si converte, è più semplice cambiare la mansione di un lavoratore;
  • licenziamenti: nel caso di un licenziamento privo di giusta causa o di giustificato motivo, il datore di lavoro deve risarcire un’indennità pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio, per un periodo tra 4 e 24 mensilità. Se il licenziamento avviene dopo un anno, inoltre, l’azienda può godere di vantaggi pari a 1.000 Euro, 12.000 dopo tre anni;
  • tutele crescenti: i nuovi dipendenti di un’azienda godranno di un contratto a tutele crescenti, che aumentano, cioè, con l’aumento dell’anzianità.

Assumere un dipendente con il Jobs Act: il tema dei licenziamenti

Il Jobs Act ha modificato anche l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che prevede il diritto al reintegro del lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato. Il diritto al reintegro, infatti, resta valido solo in caso di:

  • licenziamento intimato in forma orale;
  • licenziamento discriminatorio o nullo;
  • licenziamento per motivi disciplinari di cui sia dimostrata in giudizio l’insussistenza del fatto materiale.

In tutti gli altri casi di licenziamento per giustificato motivo soggettivo o oggettivo o per giusta causa, il lavoratore non può più esercitare questo diritto. Riceve, invece, un indennizzo economico.

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