Tra pochi giorni, ovvero a fine giugno, tutti i commercianti dovranno dotarsi del Pos per accettare dal cliente il pagamento con carta di credito e bancomat per importi superiori a 30 euro. La notizia, diffusa recentemente,  che la mancata previsione di una sanzione escluda l’esistenza di un obbligo non è completa e può indurre in errore.

Se per i professionisti non ci sono conseguenze particolarmente significative di fronte alla mancata accettazione del pagamento con il bancomat – perchè si presuppone che il cliente torni a pagare in un secondo momento con i contanti o con assegni –   nel caso del commercio al dettaglio la questione è diversa in quanto la prestazione è direttamente legata al pagamento.

Il cliente ha il diritto di pagare con il bancomat

Di fatto se un cliente vuole pagare con il bancomat ha diritto di farlo. Se il pagamento non viene accettato la colpa (la “mora”) passa in capo al creditore che non ha nessun valido motivo per negarmi l’acquisto (anche se mantiene un credito). Ad esempio se il cliente ha mangiato al ristorante e non è messo in condizioni di utilizzare il bancomat la colpa è del ristoratore e il cliente ha tutto il diritto di andarsene senza pagare.

L’obbligo di prestazione

Va ricordato inoltre che in Italia vige l’ obbligo della prestazione  – contenuto all’interno del Testo Unico di Pubblica Sicurezza (art.187 del regolamento Tulps) –  gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque domandi e ne corrisponda il prezzo.

Non essendo dunque più “lecita” la motivazione di essere sprovvisti di POS  si dovrà quindi consentire al cliente di comperare a credito, sperando che voglia ritornare con i contanti.

Al momento tutti aspettano il 26 giugno per verificare il secondo regolamento ministeriale che potrebbe prevedere un’entrata in vigore graduale, escludere forse alcune categorie (ponendo limiti di fatturato o per tipologia di clientela) e consentire altre modalità di pagamento, sempre tracciabili, come la carta di credito. Inoltre Confesercenti ha richiesto comunque anche uno slittamento dell’entrata in vigore almeno al 29 luglio . Entro quella data entreranno in vigore le misure per favorire e promuovere gli strumenti di pagamento elettronico e ridurre le commissioni previste dal decreto n. 51 datato 14 febbraio 2014.